quel periodo lì, me lo ricordo.
era andare a skateare di sera con Dody e Ivan.
principalmente a Mirano, anche in piazza, dove la facevo tutta in tail wheelie, ma principalmente davanti ad un supermercato, in un parcheggio di asfalto con una panchina di marmo illuminata da un lampione.
quella panchina era perfetta.
ho imparato fs smith, bs manual e fs board.
era perfetta per imparare tricks e mi divertivo da impazzire.
skateare con due amici è qualcosa di fantastico. non si può descrivere.
respirare le sere d’estate calde, o di fine estate, più fresche, o anche di primavera.
io a Mirano pensavo sempre a Laura.
pensavo tantissimo a Laura perché era bionda, era stupenda e io ne ero innamorato pazzamente, anche se la conoscevo poco: non ho avuto la possibilità di approfondire per varie ragioni e poi aveva già il ragazzo.
così ho continuato a restare innamorato di lei.
quando andavo a Mirano a skateare di notte, sapendo che lei abitava lì, sentivo tutto l’amore che avevo. e stavo male in un modo che sta dentro a tutte le cose dell’universo che continuano a girare, e tu con loro non ti fermi.
stavo male anche in macchina, cominciando ad arrivare in paese.
guardavo tutte le cose di Mirano cercandola lì dentro ogni cosa, anche se non l’ho mai trovata.
chissà dove abitava.
in tanti momenti mi perdevo a pensare a lei e poi tipo partivo di colpo a cannone per fare un trick con un dolore dentro che poteva anche diventare lo stile con cui chiudevo quella manovra.
i sette che c’erano vicino al supermercato. la scalinata da sette.
ollie a cannolo.
bs pop shovit con cattiveria tristezza rabbia soddisfazione.
stac e sentire lo spam di chiuderlo secco.
stac, ... spam.
stac (silenzio) spam.
che figata che era.
che sensazione che non si può raccontare.
rincorsa a cannolo, stac (si apre la manovra), silenzio (si vola, con la tavola che gira), e spam (chiusa perfetta a trecento all’ora).
godere, sentirsi dio in terra. nel senso di sentire la perfezione dei movimenti, come gli animali che corrono e saltano. sentirsi totalmente pienamente assolutamente completamente parte dell’universo.
avrei voluto che Laura fosse lì ai piedi della gradinata a guardarmi chiudere il trick e poi ci abbracciavamo innamorati.
invece lei non c’era.
solo skateare di notte con i miei due amici, che era fantastico e comunque, scaldava il cuore.
sentirsi selvaggi liberi, animali senza confini, dentro il mondo. senza confini.
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